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Da Lourdes alla Certosa

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Da Lourdes alla Certosa

Nel cuore silenzioso della vita certosina, dove la preghiera si intreccia alla fragilità umana, la malattia diventa spesso luogo di grazia e trasformazione. In occasione dell’11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes e XXXIV Giornata Mondiale del Malato, voglio proporvi la testimonianza inedita di un monaco certosino che rievoca la straordinaria vicenda di un suo confratello: un giovane chiamato alla vita monastica, ma inizialmente impedito da una malattia dichiarata incurabile.
La sua storia attraversa il pellegrinaggio a Lourdes, la grazia inattesa della guarigione e l’ingresso in Certosa, dove anni di dedizione silenziosa furono nuovamente segnati dalla sofferenza fisica. Nonostante ciò, la sua esperienza rimase per la comunità un segno luminoso di perseveranza, abbandono a Dio e riconoscenza verso la Madre di misericordia.
Quella che segue è la testimonianza di chi lo conobbe da vicino: un racconto essenziale e profondo, capace di parlare ancora oggi a chi vive la …

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San José Gregorio Hernandez fa ritorno alla certosa di Farneta

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Voci dal silenzio. Testimonianza da Selignac

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Voci dal silenzio. Testimonianza dalla Certosa di Sélignac

Cari amici lettori, dopo la pubblicazione dell’articolo di inizio anno dedicato alla Certosa di Sélignac, ho ricevuto numerosi messaggi e richieste di informazioni su questo luogo così particolare, dove il silenzio continua a parlare anche in assenza dei monaci.
Molti di voi hanno espresso il desiderio di comprendere più da vicino come si viva un ritiro in una certosa “non più attiva” e quale esperienza interiore si possa fare in un contesto tanto unico.
Per questo, desidero condividere una testimonianze inviatami da chi ha già vissuto giorni di raccoglimento a Sélignac: parole semplici e sincere che raccontano il modo in cui il silenzio diventa ascolto, la solitudine si trasforma in presenza, e il cuore ritrova la quiete.
Troverete inoltre, in fondo all’articolo, i contatti e le informazioni pratiche per chi desidera intraprendere personalmente questa esperienza di ritiro nella Certosa di Sélignac.
Sélignac: dove il silenzio diventa incontro
«Sono arrivato a Sélignac in un …

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Abbracciare Cristo come Simeone

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Abbracciare Cristo come Simeone

La festa della Presentazione del Signore al Tempio – anticamente chiamata Purificazione di Maria o Candelora – mette davanti agli occhi della Chiesa una scena luminosa e silenziosa: l’incontro tra il Bambino Gesù e il vecchio Simeone. In quelle braccia che stringono il Messia promesso, i Padri spirituali hanno sempre visto il simbolo di ogni credente che, guidato dallo Spirito, accoglie la Parola di Dio nella propria vita. È su questa linea che Dom Ludolfo di Sassonia, nella sua “Vita Christi” invita a contemplare Simeone non solo come personaggio evangelico, ma come immagine del credente “obbediente”, capace di pace interiore, di attesa fiduciosa e di desiderio ardente. Chi desidera tenere Cristo tra le proprie mani – come Simeone – deve infatti lasciarsi condurre dallo Spirito, purificare il cuore e trasformarlo in un tempio abitato dal Signore. In questo mistero, la festa diventa non solo memoria liturgica, ma chiamata personale: accogliere Cristo ora, per poterlo abbracciare …

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Lo sforzo silenzioso

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Lo sforzo silenzioso

Nella vita spirituale, come in ogni cammino umano, cari amici, non sempre possiamo attendere il momento ideale per agire. La fatica, la distrazione, le prove interiori sembrano spesso spegnere ogni slancio. Eppure, proprio allora si misura la forza dell’anima. Dom Guillerand ci ricorda che la vera nobiltà del cuore consiste nel perseverare, nel compiere il proprio dovere anche quando ogni fibra sembra opporsi. Non è il successo immediato ciò che conta, ma lo sforzo fedele, quotidiano, offerto con fiducia a Dio. In questa fedeltà silenziosa nasce una volontà forte e una vita feconda.
«È chiaro che scriviamo, parliamo e agiamo molto meglio quando l’intero essere assapora la pace. È certo che l’attività, quando siamo stanchi o scossi, è molto più dolorosa; richiede uno sforzo enorme e spesso doloroso.
Ma la forza d’animo consiste proprio nel superare questa difficoltà, nel compiere questo sforzo doloroso, nell’agire, in una parola, “come se si stesse bene”. Niente sviluppa il morale …

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La grangia certosina di Tor Pignattara

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La grangia certosina di Tor Pignattara

Tra i molti luoghi “minori” che raccontano la presenza certosina sul territorio romano, la grangia di Tor Pignattara, oggi conosciuta come Villa Certosa o Villa La Favorita, è certamente uno dei più affascinanti. Una storia complessa, che intreccia vita rurale, arte sacra, vicende politiche del Risorgimento e l’opera di uno dei pittori più originali dell’Ottocento: Filippo Balbi.
Dalle origini alla trasformazione certosina
La villa sorge lungo l’antica via Casilina, nel cuore di Tor Pignattara. Nel XVI secolo apparteneva a Giovanni Pietrosanta, che la chiamò La Favorita. Solo nel Settecento, dopo una ricostruzione importante, la proprietà passò ai padri certosini della certosa di Roma, assumendo il nome con cui ancora oggi è ricordata: Villa Certosa.
Alla dimora era annessa una vasta area agricola coltivata a vigna, che correva per circa mezzo chilometro lungo via Casilina e arrivava fino al Mandrione. Come tutte le grangie certosine, anche questa aveva una funzione precisa: …

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Pietro da Cafarnao

E in Italia? In qualche diocesi la situazione è drammatica!

Oggi si celebra:
Beato Odone da Novara

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Beato Odone da Novara

BEATO ODONE (ODDO) DA NOVARA
(1100-1198)

Odone nacque a Novara nel 1100, della sua origine familiare e della sua infanzia non si hanno notizie certe. Cominciò la sua vita monastica, prima entrando come novizio nella
Grande Chartreuse, ed in seguito spostandosi nella certosa di Casotto, dopo qualche anno insieme ad un gruppo di altri monaci fu inviato in Moravia per costituire, nel 1160, la nuova certosa di Zice (Seitz). Qui Odone, scrisse anche alcuni “Sermones”, e vi rimase fino al 1189 quando fu poi inviato alla certosa di Jurkloster ricoprendo l’incarico di Priore, ma purtroppo, a causa di incomprensioni sorte con alcuni monaci, l’anno seguente nel 1190, fu costretto a recarsi a Roma dal pontefice Clemente III invocandolo di dirimere la questione. Nel frattempo il vescovo della diocesi pertinente, decise di espellere i certosini per nove anni da Jurkloster. Odone dopo l’incontro con il papa, decise di fare ritorno in Piemonte alla certosa di Casotto, ma prima di partire per …

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Sul Battesimo del Signore

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Sul Battesimo del Signore

Nel silenzio che segue il tempo del Natale, la festa del Battesimo del Signore ci invita a sostare, a lasciare che l’acqua e la Parola penetrino nella profondità del nostro cuore. È una ricorrenza che segna il confine tra il mistero dell’infanzia divina e l’inizio del cammino pubblico di Gesù, ma anche un richiamo personale a rinnovare la nostra adesione a Dio, nella fiducia e nell’umiltà.
Tra le pagine più intense della spiritualità certosina, il manoscritto che segue — scritto nel 1989 da
Dom Tarcisio Geijer, — ci apre uno sguardo interiore sulla dimensione nascosta della fede. Con parole sobrie e luminose, egli ci conduce dentro quel mistero di abbandono e di fiducia che caratterizza ogni autentico incontro con Dio: dove la debolezza umana diviene spazio dell’azione divina, e il silenzio si fa eco della Sua presenza.
Un testo da leggere lentamente, come si contempla un’icona, lasciando che la sua luce interiore rischiari le nostre acque più oscure.
Bisogna essere umili quando …

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Le difficoltà della preghiera

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Le difficoltà della preghiera

Posted on 8 gennaio 2026 by cartusialover
Cari amici ecco per voi un’estratto di un testo del certosino
Dom Adamo Scoto, il quale ci guida nell’arte più sottile della vita monastica.
La preghiera, cuore pulsante della vita certosina, non è mai un esercizio scontato. È dono e lotta, grazia e vigilanza. In questo testo sobrio e lucidissimo, Dom Adamo Scoto – monaco certosino medievale – ci offre alcune riflessioni preziose su una delle realtà più intime e ardue dell’esperienza spirituale: pregare davvero.
Le sue parole, rivolte a chi vive nel silenzio della cella, sanno però parlare anche a noi, pellegrini di oggi, con disarmante attualità. Ci ricorda che non basta pregare, ma occorre diventare persone di preghiera. Che lo Spirito precede ogni nostro sforzo. E che il frutto non sta tanto nei pensieri o nelle emozioni, quanto nella purezza del cuore e nell’unione fedele con Dio.
Una lettura che invita non solo a riflettere, ma soprattutto a rientrare in se stessi con umiltà, desiderio …

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L'oro, l'incenso e la mirra: contemplazione certosina dei doni dei Magi

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L’oro, l’incenso e la mirra: contemplazione certosina dei doni dei Magi

Cari amici lettori, nel silenzio luminoso dell’Epifania, quando la Chiesa contempla il mistero dei Magi giunti da lontano per adorare il Bambino, le parole di un antico certosino tornano a risuonare con profonda dolcezza spirituale.
Dom Ludolfo di Sassonia, autore della celebre Vita Christi — conosciuta anche come Speculum vitae Christi — ci offre, nel XIV secolo, una meditazione di straordinaria intensità sui doni portati dai Magi: l’oro, l’incenso e la mirra.
In questo testo, tratto dal Libro I della sua opera (1374), l’autore invita l’anima credente a riconoscere, nei simboli offerti al Bambino, il mistero stesso dell’Incarnazione: la regalità, la divinità e la passione del Cristo. L’oro per il Re, l’incenso per il Dio, la mirra per l’Uomo che si farà vittima d’amore.
La lettura che segue non è solo un passo di raffinata teologia medievale, ma un atto di adorazione. Dom Ludolfo ci guida, con voce pacata e ardente, a offrire anche noi — come i Magi — i nostri piccoli doni …

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Padre Benedetto Pagnotto condivide questo