L'autore cattolico italiano Vittorio Messori, 84 anni, è morto il Venerdì Santo a Desenzano, in Italia.
Uno dei suoi lavori più influenti è stato Il Rapporto Ratzinger, basato su un'intervista a Joseph Ratzinger realizzata nel 1984. Il libro valutava la condizione della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II.
Messori ha anche collaborato con Papa Giovanni Paolo II al libro Varcare la soglia della speranza. In esso, il Papa scrisse che Gesù Cristo è l'unico Salvatore dell'umanità e che il Cristianesimo contiene la pienezza della verità rivelata.
Nel corso della sua carriera, Messori era noto per la sua fedeltà alla Chiesa, unita alla sua indipendenza intellettuale.
"Tra questi non si può non citare Rapporto sulla fede, il libro-intervista scritto con il cardinal Joseph Ratzinger e pubblicato nel 1985. Il libro affronta alla luce della fede le questioni dell’attualità, ivi compresa quella ecclesiale, non nascondendo le criticità emerse nella situazione della Chiesa nel periodo post conciliare. Il libro è all’ origine dell’ odio che inseguirà Ratzinger fino nella tomba". Paolo Maria Filipazzi
Credo che il Cielo indichi con il giorno della morte, la speranza circa la sorte delle persone. È accaduto con Papa S.Giovanni Paolo II°passato a miglior vita il giorno della divina misericordia, che Egli anni addietro inaugurò. Così è accaduto per don Gobbi, fondatore del Movimento Sacerdotale Mariano mondiale, mistico con rivelazioni in questi tempi di Apocalisse, deceduto il giorno dei santi apostoli Pietro e Paolo. Così è accaduto ad altre nostre persone oggi non più tra noi, che noi portiamo nel cuore, che rivivono nei nostri cuori, nei nostri sentimenti, che animano le nostre coscienze e illuminano la nostra fede. Sono "doni" di Dio offerti a noi e quando non sono più tra noi, riconosciamo il bene che Dio ci ha voluto nel porli accanto a noi, quando erano in vita. Perciò è un dovere sacrosanto di ricordarci di loro nella preghiera, affinché possano al più presto accedere alla Patria Celeste. Perché... ricordiamoci che nessuno di noi è nato santo e tutti abbiamo da compiere un processo continuo di purificazione in questa vita, che se non abbiamo compiuto dovremo assolverlo nell'altra, oltre al dono dei talenti, che dobbiamo mettere a frutto per la costruzione del Regno di Dio. Per questo è necessaria la nostra preghiera, perché a chi ha molto ha avuto, in termini di talenti, molto sarà chiesto in cambio.
Chi ha reso della sua vita una missione per portare Dio al prossimo, ha bene inteso che la propria esistenza è un pellegrinaggio terreno nella speranza di giungere alla Patria Beata.
Un grandissimo. Fondamentale per il mio ritorno vero alla Chiesa. Ricordo come oggi il giorno in cui un bravissimo frate mi regalò il suo "Ipotesi su Gesù", con una dedica in cui diceva, fra l'altro: "Fidati di lui, più che di me!" Per non parlare poi del resto della sua produzione... Rimarrà per sempre nel mio ricordo, con gratitudine immensa.