Perché il sabato è di Maria: storia e teologia di un'antica memoria liturgica
Dall'intuizione di Alcuino alla corte di Carlo Magno alle pagine di Paolo VI, il cammino secolare di una devozione discreta che il Messale riformato continua a offrire, sabato dopo sabato, ai fedeli. Nell'economia del calendario liturgico romano si colloca una celebrazione dal profilo defilato ma dalla tradizione secolare: la memoria di Santa Maria in sabato. Priva di data fissa nel calendario generale, attraversa i secoli fin dall'epoca carolingia e si offre tuttora, sabato dopo sabato, come possibilità discreta di volgere lo sguardo alla Madre di Dio. Le radici affondano alla corte di Carlo Magno. Tra il 784 e il 791 giunse alla cappella palatina il nuovo sacramentario gregoriano, inviato da Roma per uniformare l'uso liturgico dei territori franchi. Alcuino di York, dotto consigliere del sovrano, notò però una lacuna: il libro conteneva soltanto il formulario della messa domenicale, lasciando sprovvisti gli altri giorni della settimana, che avrebbero dovuto limitarsi a ripeterlo. Per …